AVERE UN SITO WEB

QUANTO VALE UN SITO WEB




30 gennaio 2021

Quanto vale un sito web | Stella Pederzoli Blog
Quanto vale un sito web in soldi, tempo, opportunità? Lo chiedo io a te. Ti racconto come lavoro, tutti i passaggi della costruzione del sito, e poi me lo dici.
Uno dei miei problemi, ma preferisco dire una delle mie aspirazioni, è spiegare il valore di quello che faccio, in tempo, soldi, opportunità.
Un sito web serve a spiegare chi sei, cosa fai, per chi, come, quando, dove, perché. Lo deve spiegare alle persone giuste, parlando come loro. E lo deve spiegare molto bene anche ai motori di ricerca, che sono un tramite importante per arrivare alle persone giuste.
Un sito web deve funzionare. Come in un edificio deve essere possibile entrare, girare all'interno senza perdersi, fare delle cose, sentirsi a proprio agio.
Come in un edificio ci sono cose nascoste ma indispensabili: tubature, cavi, fondamenta. Una struttura solida.
Come in un edificio conta soprattutto quello che c'è dentro.
Quando le persone guardano un sito non vedono il sito ma i contenuti: le immagini, i testi, la grafica, fanno fatica a capire cosa c'è dietro, a vedere il valore e la complessità di un'edificio senza il quale quei contenuti non ci sarebbero.

Costruire un sito web che funzioni, su misura, contenuti compresi, è un lavoro complesso.
Ti riassumo il lavoro come lo imposto io, in tutti i suoi passaggi, e alla fine vorrei che tu mi dicessi quanto vale.

1 - Consulenza gratuita ed eventuale proposta

Prima di tutto c'è la conoscenza del cliente, lo dico sempre: mi piace moltissimo!
Una persona, spesso un libero professionista, mi contatta, chiede la consulenza dal sito, mi arriva l'email, chiedo di rispondere ad alcune domande in un form online in libertà, in modo che io possa avere le informazioni di base.
Quando ho le risposte fissiamo appuntamento per vederci online, nel frattempo vado a vedere il sito e i social, se li ha.
La chiacchierata su zoom dura almeno un'ora, spesso due, non guardo l'orologio.
Nei giorni successivi scrivo un report di una decina di pagine almeno, dove analizzo la sua situazione online e fornisco consigli su sito, social, seo, marketing. A grandi linee.
Faccio anche una proposta personalizzata per lavorare con me, solo se lo ritengo opportuno e utile per entrambi, con un preventivo di spesa.

Questo primo passaggio è gratuito e sono almeno 4 ore di lavoro. Lo faccio gratis perché mi serve a farmi conoscere ma anche perché imparo tantissimo e avendo ribaltato completamente il mio modo di lavorare un anno fa, mi è indispensabile per calibrare meglio la mia offerta.
Queste persone, e anche quelle che hanno scaricato il mio ebook dal sito, vengono inserite nella mia mailing list e riceveranno una volta al mese la mia newsletter, rimarremo in contatto.

Se ho fatto un preventivo aspetto una risposta, mando un paio di email per capire se c'è bisogno di chiarimenti, se la risposta è no chiedo di compilare un form per capire le motivazioni, se la risposta non arriva lo considero un no e chiedo la stessa cosa, se la risposta è sì, si comincia a lavorare insieme.

2 - Registrazione o trasferimento dominio e costruzione pagina provvisoria

A questo punto scrivo il contratto, lo invio, di solito abbiamo deciso una rateazione, viene pagata la prima rata, si comincia a lavorare insieme. Ci si incontra online, si scambiano email, si pensa ai contenuti, alla struttura: testi, immagini, grafica. Cosa abbiamo? Cosa abbiamo ma da modificare? Cosa dobbiamo creare, scrivere, produrre? Quali sono gli obiettivi del sito, quali funzionalità serviranno? C'è bisogno di creare il logo, di lavorare sulla grafica? Perché allora questa sarà la prima cosa di cui occuparsi.
Sono cose che dovremmo aver già capito a grandi linee in fase di consulenza, anche perché servono per il preventivo.

Mi occupo di registrare o trasferire il dominio, di acquistare l'hosting, di settare il reindirizzamento https, di comunicare a Google che esiste un nuovo sito (registrandolo in Google Search Console).
Perché il sito è ancora da fare ma creo subito una pagina provvisoria. Non è una pagina vuota con scritto lavori in corso, è una pagina che contiene tutte le informazioni essenziali, con un breve testo descrittivo, il logo, i recapiti, un'immagine, e l'indicazione che il sito è in progettazione.
Potremmo anche considerarlo un minisito.
Se la grafica è da progettare questo è il momento di farlo, in modo che lo stile della pagina provvisoria faccia intuire quello del futuro sito.

Sono parecchie ore di lavoro, dalle 3 alle 10 ore circa, tra stesura contratto, mail varie, registrazione o trasferimento dominio, acquisto dell'hosting, costruzione della pagina su misura ed eventuale lavoro grafico. E il sito non l'abbiamo ancora iniziato.

3 - Progettazione della struttura del sito e dell'impaginazione grafica

Questa è la fase a mio parere più importante: decidere di quante aree sarà composto il sito, cioè progettare l'architettura dei contenuti, da non confondere con l'impaginazione grafica anche se sono complementari.
La struttura dipende dai contenuti, cioè non si costruisce un edificio vuoto, si costruiscono le stanze esattamente intorno a quello che ci va messo dentro. Nel sito c'è sempre una home page, una pagina o un'area "chi sono", un'area "cosa faccio", eventualmente altre pagine. Si tratta di capire la gerarchia dei contenuti, la suddivisione in aree,in base ai loro obiettivi, per esempio le pagine che descrivono i servizi saranno separate, ma collegate, dalle pagine informative, considerando anche la seo (cioè il lavoro che si fa per essere ben posizionati nei motori di ricerca).
Si comincia anche a immaginare l'impaginazione, che può variare nelle varie aree, ogni pagina può essere diversa, se serve. In base ai contenuti. Che a questo punto, almeno parzialmente, dovremmo già anche averli, anche solo per comunciare a provare a costruire le pagine. Immagini, testi, grafica. Bisogna decidere che tipo di immagini servono, se vanno cercate online, lavorare sui testi, suddividere in argomenti. Spesso è difficile reperire quello che serve.

A questo punto ho il sito in mente e comincio a costruire l'impaginazione, due o tre pagine. Faccio degli schemi a mano e poi lavoro direttamente sul codice, scrivendo l'html. In un file esterno i fogli di stile (css). Faccio delle prove, nessun sito uguale ad un altro. Nessuno schema preconfezionato. Per vedere come è il codice di un sito vi basta cliccare col pulsante destro su una pagina web e scegliere "visualizza sorgente pagina" o qualcosa di simile.
Di solito mi prendo una decina di giorni per questa fase, e metto online il lavoro fatto in uno spazio provvisorio per mostrarlo al cliente. L'impaginazione è responsive, cioè si adatta in base alla larghezza dello schermo utilizzato, con 3 varianti di base e possibili personalizzazioni più dettagliate, per fare in modo che si veda mediamente bene con ogni dispositivo, anche se è impossibile il controllo totale perché le variabili sono infinite soprattutto da mobile.

Sono parecchie ore di lavoro, minimo 20, ma proprio minimo, per riuscire a reperire il materiale esistente, a decidere cosa farne, a capire cosa serve e come crearlo. E poi la progettazione vera e propria.

4 - Aiuto per i contenuti, testi e immagini

Quando il cliente è in difficoltà mi posso occupare io anche dei testi, posso scriverli io (dopo che il cliente mi ha raccontato tutto quello che c'è bisogno di scrivere), o può scriverli il cliente dopo che gli ho fornito delle indicazioni e io poi li revisiono. Non vanno mai utilizzati testi prodotti per altri mezzi, per esempio per la carta stampata. Non tali e quali, perlomeno.
I testi andranno poi inseriti e formattati. Devono avere la giusta struttura sia per i motori che per l'usabilità (seo e ux).
Lo stesso per le immagini, le può fornire il cliente e sono solo da adattare e scegliere o posso occuparmi io di cercare le foto in siti appositi.

Questo lavoro sui contenuti può essere anche sotto le 10 ore, se il sito è di 4/5 pagine e i contenuti li fornisce il cliente già perfetti così. Mi è successo, una volta. Può diventare un lavoro molto più lungo se devo creare tutto io, o revisionare materiale, selezionare. Costruite le pagine le metto online sempre nello spazio provvisorio, per l'approvazione. Di solito ci vogliono mesi, e davvero le ore possono diventare tantissime.

5 - La newsletter

Una cosa che dico sempre negli ultimi tre anni e che ho imparato da persone molto più esperte di me che vedono le tendenze del mercato in anticipo, è di non puntare troppo sui social (che non sono casa nostra, hanno le loro regole, quasi mai a nostro favore) ma di puntare soprattutto sul proprio sito proprietario e sulla mailing list, cioè un elenco di indirizzi email da utilizzare per una newsletter, per creare una relazione con clienti e potenziali clienti.
Per essere autonomi. Usare l'web, anzichè farsi usare.
Quindi consiglio sempre di creare una newsletter con relative liste, uso MailerLite sia per me che per i clienti e mi occupo di creare l'account, di inserire il form per l'iscrizione nel sito, di scrivere tutti i testi di servizio che accompagnano le persone nel percorso di iscrizione e disiscrizione, di creare anche una newsletter di base da poter poi modificare ogni mese. Fornisco anche un supporto per creare il piano editoriale e il calendario, se serve.
Nel sito verrà creata anche la pagina apposita informativa sulla privacy a norma di legge.
Un lavoro che può prendere dalle 4 alle 10 ore, dipende se dobbiamo anche lavorare insieme sui contenuti.

6 - Quello che non si vede e la seo di base

Un lavoro che spesso viene sottovalutato o se ne ignora l'esistenza è quello di seo, l'ottimizzazione per i motori di ricerca, un lavoro un po' nascosto, sulle pagine. Si comincia a lavorare in ottica seo in realtà prima di cominciare a fare il sito, quando si lavora sulla struttura, quando si decidono le aree del sito e si decide anche che parole scegliere per i titoli delle pagine, le url, le voci del menù.
Bisogna fare dei test per capire quali parole usa il nostro target, cioè le persone a cui vogliamo comunicare; potremmo avere delle sorprese, scoprire per esempio che termini che noi usiamo non sono cercati mai da nessuno in Google, ma ci sono sinonimi molto cercati. Dobbiamo intercettare un bisogno, parlare come il nostro cliente, uscire dalla bolla di competenza.
Il lavoro di seo base consiste poi nell'inserire le parole chiave principali riguardanti quella singola pagina nel titolo visibile, nei sottotitoli se ci sono, nella url della pagina, soprattutto nel tag title della pagina (che appare in alto e nei risultati di ricerca). Va anche scritta nel modo giusto la descrizione nel tag description, importante perché appare nei risultati di ricerca, nello snippet.
Vanno inserite le parole chiave principali e secondarie nel testo del sito, vanno scritti gli alt e title delle immagini, curati i link interni ed esterni.
Molto importante è anche scrivere nel modo apposito i tag per la condivisione, che indicano immagine, titolo, descrizione e altro. Servono a creare un'anteprima quando condividiamo il link nei social.
Tutto questo lavoro va fatto per ogni pagina, ogni pagina dovrà avere uno specifico e unico argomento e titoli, descrizioni, parole chiave, ecc..., unici.

Va anche creata la mappa del sito per i motori, un file apposito xml che va messo sul server con l'elenco delle pagine, che andrà aggiornato se se ne aggiungono. Viene anche creato un file di testo chiamato robots che serve a dare indicazioni ai robot dei motori di ricerca, per esempio se si desidera che determinate pagine non vengano indicizzate.
Un lavoro, questo della seo, di molte ore, pagina per pagina, che dipende ovviamente dalla grandezza del sito.

7 - Messa online del sito, test, statistiche

Quando il sito è finito, dopo aver fatto eventuali modifiche, lo si mette online sul server del cliente, col suo dominio.
Si fanno i test con strumenti appositi, per capire se ci sono problemi di visualizzazione su qualche dispositivo, si controllano anche la velocità, le prestazioni, anche se dovrebbe essere stato tutto progettato nel modo più snello possibile, evitando script inutili, per esempio, o codice ridondante, molto comune quando si usano programmi e template già preconfezionati ed è uno dei motivi per cui io scrivo il codice: ogni tag, ogni frase, l'ho scritta personalmente e ha uno scopo ben preciso. Niente è comparso in automatico a mia insaputa.
Subito dopo aver messo il sito online lo inserisco nel programma che uso per le statistiche, un servizio che non utilizza cookies, rispetta la privacy delle persone, molto semplice, a pagamento, che utilizzo per tutti i miei siti (e fornisco al cliente l'accesso alle sue statistiche).
Inserisco il sito in Google Search Console, un programma online gratuito di Google molto utile che permette di vedere quante persone arrivano al sito dai risultati organici del motore di ricerca, con quali parole chiave, in quali pagine, permette anche di controllare eventuali errori di usabilità che pregiudicano l'indicizzazione.
Sono anche queste statistiche d'accesso, ma solo di visite che arrivano dalla ricerca di Google. Anche queste senza cookies.
Anche questo è un lavoro di alcune ore. Ma mi è molto difficile quantificare perché non guardo mai il tempo.

8 - Eventuali aree dinamiche (aggiornabili dal cliente)

Tutto questo se il sito è statico. Mi piace fare siti statici, perlomeno nelle pagine principali, perché è il modo migliore a mio avviso per avere garanzia di qualità e personalizzazione fin nei particolari. Trovo che sia comodo anche per il cliente. Ha meno lavoro, meno responsabilità. C'è meno probabilità che il sito venga abbandonato.
Nei miei preventivi comprendo sempre anche gli aggiornamenti non strutturali per il primo anno. Spesso devo essere io a sollecitare aggiornamenti, verifiche dei contenuti. Di solito le pagine principali del sito non hanno bisogno di essere aggiornate spesso, quindi non serve che siano dinamiche.
Le aree dinamiche preferisco crearle solo per eventuali blog, pagine "news e eventi", cose di questo tipo dove il cliente può avere l'esigenza di inserire contenuti spesso, una volta alla settimana o anche di più.
Creo un gestionale su misura, molto semplice da utilizzare, con un programmatore con cui collaboro da anni.
Questo lavoro lo si fa quando le pagine sono già sul server definitivo, collegandole al database sul server.

9 - Promozione del sito

A questo punto il lavoro di content e web design è finito, anche di ux e di seo, cioè il mio lavoro.
Dobbiamo dire al mondo che esiste un nuovo sito, Google a poco a poco se ne accorgerà e indicizzerà le pagine, potremo monitorare i risultati. Se utilizziamo i social dovremo dire che abbiamo un nuovo sito, dovremo inserire il sito ovunque (nella nostra firma nelle email, in biglietti da visita, fatture, depliant, dovremo dirlo se ci capita di fare dirette facebook e ricordarlo nei nostri post anche quando parliamo di altro, metterlo nelle informazioni, nelle biografie, ovunque).
Di solito inserisco il nuovo sito web che ho realizzato nel portfolio, nel mio sito. Creo una pagina apposita con diverse immagini, spiego che tipo di lavoro è stato fatto, ne parlo nei social (anche se io per la verità ho rinunciato mesi fa a utilizzare per lavoro i social, quindi è un parlarne un po' privato).
In ogni caso, soprattutto se un sito è in un nuovo dominio, completamente sconosciuto a Google, è importante che ci siano link che gli portino visite, sia per la seo che per farsi conoscere.
Questo è anche il momento di valutare eventuali pubbliche relazioni online, considerare collaborazioni con altri siti, portali a tema, blog. Di solito anche se esula dalle mie competenze si parla anche di questo, col cliente, se lo desidera. Posso anche consigliare un approccio riguardo ai social, pur non occupandomene principalmente, perché va fatto un piano editoriale completo che comprenda newsletter, social ed eventuale blog.
Sono sempre disponibile per eventuali consigli, o per consigliare professionisti che fanno un lavoro che io non faccio. Voglio essere un punto di riferimento, che aiuti a semplificare il rapporto con internet, a chiarire dubbi, ad agevolare procedure. A sprecare meno tempo, soldi.

Ora ti chiedo: che valore dai a questo lavoro?

Ho indicato in modo generico un ipotetico numero di ore.
Ma non è calcolando le ore che faccio preventivi e non ho l'abitudine di tenere il conto delle ore. Quello che faccio io è una proposta completa, personalizzata, che comprenda tutto quello che, a mio parere, serve. Cerco di scriverla più chiara e completa possibile perché non mi va, poi, di chiedere costi aggiuntivi, non mi va più neppure di parlarne, di soldi.
Calcolo la mia proposta in base anche ad altri parametri.
Faccio sconti quando sento una sintonia, quando l'argomento mi piace, quando vedo che il cliente si fida e ha capito quello che faccio, calcolo se ha una popolarità che mi porterà visibilità e contatti in settori che mi interessano.

Fallo tu il preventivo, in base a questo racconto del lavoro che c'è dietro, che non è che il minimo indispensabile perché oggi, nel web, un sito sia efficace, il minimo davvero e solo l'inizio, perché poi, il sito lo devi pubblicizzare e non abbandonare.
Quanto pensi valga, in ore, soldi, opportunità, questo lavoro?

E se non lo fai, questo lavoro, cioè se hai una tua attività ma non hai un sito o ce l'hai ma non funziona, quanto stai perdendo in mancato guadagno, in ore di lavoro a fare cose che non sai fare, in credibilità e autorevolezza per contenuti che non ti rappresentano al meglio?
Quante persone che stanno cercando esattamente quello che fai tu non lo sapranno mai, che esisti, perché il tuo sito non esiste e se esiste non è reperibile?
Quante persone che sono interessate a quello che fai entrano nel tuo sito "fai da te" e non capiscono cosa fai, chi sei, come lavori, perché i tuoi contenuti non sono adeguati e rimangono deluse o infastidite, anche inconsciamente, e se ne vanno?
Quanti clienti stai perdendo? Quanto lavoro, quanti soldi, quanta soddisfazione?
Stai forse perdendo l'opportunità di lavorare meglio, di guadagnare di più lavorando meno, di sprecare meno tempo, grazie a un sito che funziona e che lavora per te.
Un sito parla di te, ti corrisponde, ti promuove, attivo 24 ore al giorno sette giorni su sette in tutto il mondo, potenzialmente. Ci hai mai pensato?
Che valore dai a tutto questo?
Fammelo sapere, davvero, in email, perché mi sono stancata di sentirmi dire "non ho i soldi", "pensavo costasse molto meno".
Se non hai i soldi, a maggior ragione, significa che forse hai bisogno di un sito che funzioni.
Significa che c'è qualcosa che non va, nel tuo lavoro, che lavori poco o con le persone sbagliate o non lo comunichi abbastanza. È come quel detto sulla meditazione: se non hai tempo di meditare 10 minuti significa che devi meditare mezz'ora.
Ho imparato che se una cosa la ritieniamo importante i soldi li troviamo.
Faccio sconti, accetto qualunque tipo di rateazione, puoi scegliere di spendere 100 euro al mese, tranquillamente.
Davvero pensi di non potertelo permettere? Di non meritartelo?

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[ Photo by Dan Gold on Unsplash ]

 






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