AVERE UN SITO WEB

APRIRE UN NEGOZIO PER VENDERE ON-LINE




22 aprile 2020

Aprire un negozio per vendere online
Come decidere se aprire un negozio per vendere on-line oppure no e quali alternative abbiamo all'e-commerce se vogliamo vendere online, questo post parla di questo.
Forse ti stai chiedendo se è il caso di vendere on-line, stai pensando al futuro, a nuovi modi di lavorare e hai capito, in questo periodo di chiusura di molte attività, quanto è importante il web, oggi. E allora ragioniamo insieme: aprire o non aprire un negozio on-line?

Premetto subito una cosa: io non faccio e-commerce.
Faccio siti web, anche dinamici, su misura, ma non creo negozi on-line.
Ne ho fatti in passato, costruendoli su misura, molti anni fa, ma ho scelto negli ultimi anni di non costruire siti con piattaforme tipo quelle utilizzate, oggi, per creare e-commerce.
Ci sono altri professionisti e web agency che si occupano di questo.

Lo scopo di questo post è aiutarti a capire, a grandi linee, se è il caso di vendere online e di aprire un e-commerce (le due cose non devono per forza coincidere).
In questo periodo in cui i negozi sono chiusi abbiamo capito quanto possa essere importante e utile il commercio elettronico o comunque tutte quelle opportunità che il web ci fornisce per mantenerci in contatto coi clienti, gestire ordini e consegne a domicilio, continuare a lavorare.
Molte aziende si sono adattate per fornire servizi che prima non servivano, e negozi che fino a ieri a malapena avevano un sito web pensano a una alternativa online.
Molte persone, anche, si sono adattate e hanno comprato online, in questo periodo, anche per la prima volta. Ma non è detto che continuino a farlo in futuro. Questo periodo è una eccezione, ed è difficile capire come sarà il nostro futuro.

Come aziende, se nell'emergenza la velocità di adattamento e di azione è fondamentale, dobbiamo però evitare di prendere decisioni importanti in modo frettoloso, sprecare risorse.
Aprire un negozio online che non funziona è una perdita di tempo e soldi.
Aprire un negozio online che funziona è un investimento importante che deve tenere conto di tanti fattori e deve essere fatto nel modo giusto, coi giusti tempi e passaggi.
Anche adesso, soprattutto adesso.

COSA VALUTARE PRIMA DI APRIRE UN E-COMMERCE

Le vendite online sono state in continua crescita negli ultimi anni.
In questi giorni di chiusura dei negozi molte persone, anche che non avevano mai comprato online, si sono rivolte al web e hanno comprato online ma questo può essere un dato momentaneo.
Il fatto che le persone sempre di più comprino online non vuole dire che vendere online sia sempre la scelta giusta.
Molti e-commerce non vendono, o vendono poco e non si ripagano neppure delle spese.
Vendono molto online soprattutto i grandi siti internazionali (sul tipo di amazon) oppure siti di aziende che propongono prodotti di nicchia difficilmente reperibili nei negozi, a mio parere.

Quello che prima di tutto ci dobbiamo chiedere è:
  • Abbiamo un prodotto che sia adatto ad essere venduto online?

Ma poi, anche:
  • Abbiamo le risorse per costruire un e-commerce davvero di qualità non solo come struttura tecnica ma anche come contenuti? (immagini e testi che descrivano al meglio ogni prodotto e testi che descrivano l'azienda, le motivazioni, inducano fiducia)
  • Abbiamo le risorse per pubblicizzare il sito in modo che abbia visite di qualità? (seo, campagne di inserzioni, social media marketing, digital pr)

Per risorse dobbiamo intendere soldi e tempo, persone che si possano occupare di gestire gli aggiornamenti, gli ordini, le spedizioni, la fatturazione. Professionisti esterni o interni all'azienda.

E poi:
  • Abbiamo già dei potenziali clienti, una comunità di persone, per esempio che sono già nostri clienti in un negozio fisico e che potrebbero essere interessati ad acquistare anche on-line?
  • Ci manteniamo normalmente in contatto con loro, per esempio con una newsletter? Abbiamo fatto dei sondaggi, gli abbiamo chiesto cosa desiderano? O dobbiamo cominciare da zero?

Avere un e-commerce costa. Costa costruire l'e-commerce in modo professionale. Costa costruire i contenuti in modo professionale. Costa gestirlo. Non può essere un salto nel buio.
A mio parere se non si hanno almeno 10.000 euro da investire non conviene neppure incominciare a pensarci, ad un vero e proprio e-commerce (tra costruzione del sito e dei suoi contenuti e marketing).

Sembra che su cento visite al sito solo un utente arrivi all'acquisto, mediamente.
Questo significa che il sito, il negozio on-line, non deve semplicemente esistere, ma deve avere molte visite, essere presente nei motori di ricerca con le giuste parole chiave, avere traffico dai social o da altri siti o anche da pubblicità tradizionale ma significa comunque che è necessario investire in marketing.
Con una strategia precisa, che parta dall'analisi di un target specifico e dei suoi bisogni, dallo studio dei prodotti offerti, per poi passare alla comunicazione. Un lavoro lungo.

Non possiamo pretendere di vendere subito, di rientrare con le spese subito, di guadagnare subito.
Soprattutto non possiamo pretendere, spinti dall'emergenza, di metterci a vendere on-line, dopo che per anni abbiamo trascurato completamente tutto quello che riguardava il web, non abbiamo un sito internet che funzioni, non abbiamo una newsletter, non abbiamo social gestiti in modo professionale, a malapena rispondiamo alle e-mail che ci arrivano.

Una cosa che questo blocco ci ha regalato è anche una maggiore consapevolezza riguardo alle potenzialità di internet.
Proprio perché è un mezzo potente va utilizzato con professionalità.
Ma poi, siamo sicuri che ci serve proprio un e-commerce?

FORSE UN E-COMMERCE NON TI SERVE, PER VENDERE ON-LINE

Non è detto che per vendere online tu abbia bisogno di un e-commerce tuo, ci sono delle alternative.

  1. Forse hai pochi prodotti, per esempio se produci oggetti artigianali lavorando da casa, e puoi vendere senza e-commerce, semplicemente facendoti conoscere con il tuo sito web, con la tua pagina facebook, e gestendo le vendite in email o tramite messaggi.

    Piccola nota autobiografica.
    Per un periodo, anni fa, ho venduto le mie borse, cucite da me, con un sito che non era un e-commerce, le mettevo online in un sito statico, invitavo le persone a mandarmi un'e-mail per richiederle, mi facevo pagare on-line e gliele spedivo. Funzionava. Se avessi continuato a fare qual lavoro mi sarei creata un vero e-commerce, ma in quel momento andava bene.
    Da cliente, ho acquistato spesso direttamente da produttori bio, nello stesso modo, mandando un'e-mail. L'ho fatto perché avevano un sito convincente dove si capiva come lavoravano e cosa producevano, se no l'e-mail non l'avrei mandata, e avevano prodotti che non trovavo nei negozi.
    Lo faccio ancora. Mi mandano il listino, faccio l'ordine in e-mail, faccio il bonifico, mi spediscono la merce. Certo è più comodo l'e-commerce, con il carrello, la procedura automatica e veloce per pagare con carta di credito, ecc... è più comodo sia per chi vende che per chi compra. Ma dipende. Dal tipo di azienda, dalle risorse a disposizione, dalla disponibilità di prodotto.
    In questo periodo di blocco ho pensato spesso quanto sarebbe stato più semplice, per le piccole aziende che si sono trovate costrette a improvvisare le consegne a domicilio e gli ordini on-line, gestire tutto, se fossero state pronte con un sito, anche statico, ma che descrivesse in modo completo il loro lavoro e i loro prodotti, e con, soprattutto, una mailing list e una newsletter già attive, magari anche solo in WhatsApp, con la quale informare in tempo reale i clienti direttamente, mantenere una relazione durante il blocco, anziché affidarsi all'algoritmo di Facebook e al passaparola, e gestire tutto in modo più agevole.
    Il fatto che queste piccole aziende a vendita diretta siano state letteralmente prese d'assalto dalle richieste ci deve far riflettere su un bisogno reale, che probabilmente non si esaurirà dopo il blocco. Spero ci sia d'insegnamento per imparare a usare meglio il web, ad averne più fiducia, sia come clienti che come aziende e professionisti.

  2. Forse puoi utilizzare le piattaforme che ti permettono di vendere online senza avere un tuo e-commerce proprietario, magari anche provvisoriamente, per vedere come va.

    Per esempio: Shopify, TicTail, Etsy, BigCartel e Scontrino.
    Avrai pochissime spese, non sarai a casa tua, ma può essere comodo.
    Non aspettarti però che basti aprire una vetrina per vendere, dovrai pubblicizzarti, capire bene come funziona la piattaforma, come scrivere descrizioni e fare le foto, come gestire spedizioni, reclami, informarti sugli obblighi fiscali, dovrai comunque studiare un po'.

    Riguardo alle vendite online, soprattutto per artigiani e artisti, l'esperta è Francesca Baldassarri che ha scritto anche un e-book: Etsy passo dopo passo. In questo periodo nel blog di Guido (una libreria online che ti insegna in modo semplice a fare marketing) si parla proprio di vendere online, ci sono tre post e ne seguiranno altri tre, e loro sono bravi. Uno dei post già pubblicati è su Shopify, un altro sul vendere in Facebook.


SE DECIDI CHE VUOI UN E-COMMERCE RIVOLGITI AI PROFESSIONISTI

Per costruire il proprio e-commerce ci si può affidare a piattaforme apposite, WordPress ha un plugin apposito, WooCommerce, poi ci sono Magento e PrestaShop e ci sono web agency che hanno dei loro gestionali proprietari. Ci sono soluzioni di tutti i prezzi.
Di solito si utilizzano dei temi preimpostati più o meno personalizzabili e ci sono sviluppatori specializzati nella realizzazione di siti e-commerce.

Fondamentale affidarsi a professionisti. Non si può rischiare che il sito non funzioni, che non sia facile da navigare, che non sia ben indicizzato nei motori di ricerca, ben visibile su mobile, insomma tutte le cose che in un sito ormai sono obbligatorie ma con una maggiore attenzione perché in un negozio on-line le persone inseriscono i loro dati sensibili, pagano, si devono poter fidare, e ci sono funzionalità che devono essere perfettamente funzionanti, percorsi che devono essere semplici e chiari.

Quante volte ci è capitato di comprare online e di rimanere bloccati nell'acquisto, di non avere la conferma, di inciampare in qualcosa di poco chiaro, la mancanza di un'informazione, per esempio? Quante volte ci è capitato di aver voglia di comprare e di non avere il coraggio perché non sapevamo se ci potevamo fidare? Oppure le immagini del prodotto o la descrizione non ci convincevano? Oppure non erano chiare le garanzie riguardo la spedizione, il diritto di recesso, l'origine del prodotto, la qualità?
In un sito e-commerce, come in tutti i siti ma di più, è importante che i testi siano persuasivi, esaustivi e chiari. Esistono regole per scrivere le schede prodotto, per esempio. Meglio che se ne occupino i professionisti.
Anche di quello che si chiama microcopy, cioè tutti i testi che accompagnano l'utente nel processo di acquisto, di registrazione, di navigazione.
Ed è importante che le immagini che descrivono i prodotti siano di qualità.

GLI ADEMPIMENTI BUROCRATICI DI UN E-COMMERCE

Non dobbiamo dimenticare che il negozio online è un vero e proprio negozio.
E bisogna, prima di aprire l'e-commerce:

  • possedere partita IVA
  • essere iscritti alla Camera di Commercio, come commerciante o come artigiano
  • essere iscritti all'INPS
  • comunicare al comune di residenza l'apertura del sito e-commerce

Nel sito si avrà l'obbligo di inserire in home page partita IVA, ragione sociale, iscrizione alla Camera di Commercio, eventuale capitale sociale versato.

Per informazioni dettagliate ti consiglio questo post nuovo di zecca, di un avvocato che seguo: E-commerce: la normativa. Le regole per vendere online se parti da zero o se hai già un negozio fisico.

I CONSIGLI PER CAPIRE SE APRIRE UN E-COMMERCE OPPURE NO

  1. Chiedi una consulenza ad un professionista prima di decidere, in modo da valutare costi e benefici, fare indagini di mercato, una previsione di strategia, in base ai tuoi prodotti e al tuo target.
  2. Chiedi a questo punto un preventivo considerando che per avere un risultato ottimale avrai bisogno di diversi professionisti (sviluppatore, consulente SEO, consulente web marketing, fotografo, copywriter).
  3. Considera anche le tue risorse interne, avrai bisogno di qualcuno che gestisca ordini, magazzino, fatturazione, spedizioni, aggiornamento dei prodotti online, gestione di eventuali richieste o reclami, gestione del marketing, di social, newsletter, ecc... Deve essere una macchina molto efficiente.

Utilizzi normalmente l'e-commerce per i tuoi acquisti? Hai mai valutato di vendere on-line? Hai un e-commerce? Funziona? Se questo post ti è stato utile condividilo e commentalo in Facebook o Linkedin.

[ Photo by Artem Gavrysh on Unsplash ]

 




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