ESSERE NEI MOTORI

TESTARE LA VELOCITÀ DEL SITO WEB




4 marzo 2020

Testare la velocità del sito web
Come migliorare la velocità di caricamento del sito web, come testare e misurare la velocità del nostro sito internet e perché farlo: questo post parla di questo.
La velocità di caricamento del nostro sito web è importantissima per due motivi, collegati tra loro: SEO e UX, cioè l'usabilità del sito per l'utente e l'indicizzazione del sito nei motori di ricerca.
Testare la velocità di un sito web, migliorarne la velocità e soprattutto progettare il sito fin dall'inizio tenendo conto della velocità di caricamento sta diventando la priorità, nel web design. Il web design del futuro è semplice, chiaro, pulito, essenziale.
In un certo senso torniamo al passato, all'essenzialità di quando si avevano meno prestazioni tecniche e meno strumenti, ci torniamo per altri motivi, dopo vent'anni, ma lo scopo è principalmente uno, da non dimenticare mai nei nostri siti: farsi capire bene e rendere l'esperienza piacevole.

PERCHÉ DOBBIAMO AVERE SITI WEB VELOCI

  • Per l'usabilità del sito

    Quando entriamo in un sito web vogliamo che il sito si apra velocemente, sempre di più questo è un fattore determinante perché sempre di più abbiamo poco tempo (o perlomeno abbiamo la percezione di avere poco tempo) e siamo distratti.
    Vogliamo le informazioni subito. Ci aspettiamo di poter avere tutto subito, online, con un click. E ci innervosiamo velocemente se questo non succede.
    L'usabilità di un sito (user experience, UX) è quella cosa che ci permette di arrivare velocemente e facilmente a fare quello che ci serve, nei siti web (che sia semplice lettura o un'azione vera e propria).

  • Per essere in Google

    Google (quando si parla di motori di ricerca in realtà soprattutto si parla di Google) quando indicizza i nostri siti web nei suoi archivi tiene sempre più conto della velocità, soprattutto da mobile. Chi parla di seo (search engine optimisation) dice "è il principale fattore di ranking", o perlomeno uno dei principali.
    Google ha scelto negli ultimi anni di dare sempre più importanza alla velocità per motivi di usabilità, cioè lo fa per le persone che entrano nel suo sito, vuole che siano soddisfatte, che trovino le informazioni che cercano, che abbiano una buona esperienza utente nei siti che gli propone. Per questo SEO e UX sono strettamente legate e hanno in comune lo scopo principale: la velocità.


GLI STUDI SUL COMPORTAMENTO DELLE PERSONE

Dietro a decisioni importanti come quelle che riguardano l'algoritmo di Google o dietro alle tendenze che riguardano l'web design (e alle scelte che facciamo, ai consigli che diamo, a come decidiamo di lavorare come web designer) ci sono studi approfonditi.
Quando le aziende investono nei loro siti web desiderano un ritorno dell'investimento e questo lo possono misurare in quelle che si chiamano "conversioni", cioè azioni precise, monitorabili, che l'utente fa nel sito: compra un prodotto online, si iscrive a una newsletter, compila un form per richiedere informazioni o prenotare un servizio, scarica una risorsa gratuita.
Studi di Google dimostrano che il fattore determinante per aumentare il tasso di conversione di una pagina web è la velocità di caricamento, cioè dobbiamo fare in modo che l'esperienza utente sia più veloce possibile.
Potremmo perdere metà delle conversioni a causa di una pagina di destinazione post-click lenta da caricare, per esempio.
Se non capiamo questo rischiamo di buttare i nostri soldi e il nostro tempo in lavoro inutile: grafiche bellissime, testi interessanti, contenuti utili che nessuno vedrà mai, investimenti in campagne annunci che non ci danno il ritorno dell'investimento perché portano a pagine di siti web che non caricano subito, anche da mobile, in pochi secondi.

"Dopo aver cliccato su 900.000 annunci i ricercatori di Google hanno scoperto che la pagina di destinazione mobile media post-click si carica in 22 secondi. Un risultato imbarazzante visto che è un tempo più lungo di 7 volte di quanto la maggior parte degli utenti di internet impazienti generalmente aspetta prima di abbandonare una pagina: 53% per l’esattezza. Se una pagina web richiede più di 3 secondi per essere caricata, più della metà dei potenziali clienti se ne va prima ancora di vederla. Come se non fosse già abbastanza, lo studio ha scoperto che per ogni secondo che passa in più per caricare una pagina maggiore sarà la visibilità mancata."
( da Come interpretare e migliorare il punteggio di Google PageSpeed Insights)

È imbarazzante che questa cosa semplice ancora non l'abbiamo capita, che ancora ci soffermiamo sul creare grafiche accattivanti, ridondanze inutili e soprattutto che ancora utilizziamo programmi che complicano il sito invece di semplificarlo. C'è molto lavoro da fare.

I FATTORI DI RALLENTAMENTO DELLE PAGINE

Ma da cosa dipende il rallentamento di caricamento di una pagina web, la sua lentezza, la mancanza di velocità nell'aprirsi? Da tanti fattori.
I più visibili sono l'eccesso di immagini, la pesantezza delle immagini, effetti grafici obsoleti (come le gallerie immagini). Soprattutto ci sono molte cose che solo gli addetti ai lavori conoscono e sono in grado di migliorare, come una ridondanza inutile nel codice, un eccesso di script esterni, reindirizzamenti, troppe richieste al database, una cache non impostata nel modo giusto sul server, cose tecniche che non è il caso di approfondire in questo post.

Ma principalmente i fattori determinanti sono:
  • immagini troppo pesanti o troppe in un'unica pagina,
  • elementi che bloccano il caricamento (script esterni o reindirizzamenti a versioni diverse del sito),
  • mancata ottimizzazione del codice (codice ridondante inutile e non minimizzato.

Tutti e tre sono problemi diffusissimi soprattutto quando si utilizzano template e framework (con WordPress e altri cms), eliminabili completamente quando si scrive il codice a mano e si ottimizza il sito in modo professionale, sia nella sua struttura e impaginazione che nei suoi contenuti.

La velocità dipende molto anche dal server, dalla qualità del servizio di hosting ma soprattutto, anche quando è lenta la risposta del server, dal tipo di progettazione utilizzata e dal codice delle pagine.
Mi stupisco sempre quando vedo quanti file esterni vengono richiamati nel codice di un sito fatto con WordPress, spesso anche inutili, perché opzioni che in realtà il sito non utilizza, ma sono stati inseriti in automatico. Ogni plugin aggiunge file, per esempio, e con WordPress spesso si usano molti plugin. A volte ci sono decine di fogli di stile esterni (il codice che serve per dare le istruzioni sullo stile di ogni elemento del sito). Mentre nei siti che faccio io ce n'è uno. Quello che serve. Lo stesso per il richiamo a eventuali librerie esterne (si usa spesso jQuery), che si utilizzano per effetti o funzionalità aggiuntive.

I programmi per fare siti (come WordPress o altri cms), quasi sempre creano siti poco usabili da mobile (perché fanno un responsive automatico) e con contenuti non ottimizzati (perché viene lasciata al cliente la gestione dei contenuti).
Fare un sito veloce significa scriverne il codice, assicurarsi che non ci sia una linea di codice in più rispetto a quello che davvero serve e controllare ogni contenuto inserito, testo e immagini, o fare in modo che il cliente lo controlli.
Questo, non a caso, è il lavoro che faccio io.

Piccola nota autobiografica. Chi mi conosce sa che questo mese finalmente, dopo anni che ci pensavo, ho mollato WordPress e mi sono fatta il nuovo blog, questo dove sei, scrivendo il codice, col programmatore con cui collaboro da anni che anche lui essendo un vero programmatore scrive il codice, e l'ho fatto soprattutto per avere un blog semplice, facile da gestire, veloce.
Per chi entra non è cambiato quasi niente: piccole differenze grafiche, di impaginazione. Ma per me è cambiato tutto: niente più plugin, bug, aggiornamenti, complicazioni inutili. Niente più lentezza. Carica in due secondi, e ha un punteggio molto alto, 97/100 da mobile e 99/100 da desktop, secondo PageSpeed Insights di Google.


COME TESTARE IL SITO WEB CON GOOGLE PAGE SPEED INSIGHT

Esiste un servizio online gratuito di Google utilissimo per testare il tuo sito web (ma puoi testare quello di chiunque altro, per esempio del tuo web designer o di una persona che parla continuamente di seo, web design e usabilità, per capire quanto è credibile).
Basta inserire l'indirizzo web qui: PageSpeed Insights

I risultati non sono semplici da interpretare perché sono parametri tecnici e il report è molto dettagliato, ma il punteggio complessivo è molto chiaro e anche i secondi di caricamento della pagina.
Il punteggio dovrebbe essere, perché il sito funzioni, almeno 85/100 e i secondi che servono per il caricamento della pagina non più di 3.
Verranno fornite indicazioni tecniche segnate in rosso se da migliorare, difficili da comprendere per chi non è un tecnico, che esulano anche dal mio lavoro, che non è di web developer ma di web designer. Ma è comunque un inizio per capire che qualcosa non va.
Viene testata la pagina sia da mobile che da desktop e sia come caricamento totale che per i contenuti che vengono definiti "above the fold", cioè in alto nella pagina, nella parte principale e più importante perché è la prima che vediamo.

Questa differenza tra contenuti totali e contenuti in alto è importante.
Quando entriamo in un sito web quello che ci interessa è vedere subito, in alto, le cose essenziali, cioè capire subito dove siamo capitati. Non importa, in realtà, che sia visibile tutto il contenuto della pagina immediatamente, perché ci sono contenuti secondari che andremo semmai a vedere solo scrollando la pagina e in un secondo tempo, per esempio le informazioni in basso, nel footer.
Nella progettazione della pagina web c'è una gerarchia di contenuti e soprattutto ci sono regole dalle quali non si deve mai transigere e una di queste è: le cose importanti sempre in alto.
Le cose utili, le informazioni, non le cose belle, o non solo. Non è semplice da capire, soprattutto per chi ha una formazione artistica e grafica, io per prima tendo a dare spesso troppa importanza all'aspetto estetico, ma l'aspetto estetico, nei siti web, non deve mai ostacolare quello informativo.
La sfida è trovare il giusto equilibrio. Il lavoro di content designer (progettazione dei contenuti) consiste proprio in questo.

E quando hai testato il sito e ti accorgi che è troppo lento cosa fai?
Ti rivolgi a qualcuno che se ne intende: il tuo web designer se ne hai uno, o un nuovo web designer col quale valutare se fare un sito nuovo che funzioni davvero (probabilmente si fa prima a rifare tutto da capo su basi diverse).
Non sono cose che possiamo gestire da non professionisti, e mi stupisce sempre che qualcuno lo possa pensare. Il fai da te nei siti web non funziona. Non nel 2020. Non se fai sul serio.

Hai un sito web? Hai controllato la sua velocità di apertura? Quanto spesso ti capita, navigando in internet, di andartene perché un sito web non carica velocemente? Se questo post ti è stato utile condividilo e commentalo in Facebook o Linkedin.

[ Photo by Yen Vu on Unsplash ]

 




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14 settembre 2020