COMUNICARE IN INTERNET

COSA SONO I BIAS COGNITIVI




26 giugno 2020

Cosa sono i bias cognitivi
Cosa sono i bias cognitivi e come conoscerne i meccanismi ci può aiutare sia a comunicare meglio nel web che a esserne meno vittime come utenti. Questo post parla di questo.
I bias cognitivi sono interpretazioni soggettive della realtà che in base alle nostre idee, credenze, influenze culturali, ci condizionano nelle decisioni. Spesso inconsciamente.
Per questo sono così importanti nel marketing e nella comunicazione in generale.

Conoscere questi meccanismi inconsci aiuta chi si occupa di comunicazione a essere più efficace, anche in modo etico e senza arrivare alla manipolazione e alla fraudolenza, e ci aiuta come utenti a scegliere in modo più autonomo.

Il percorso classico di una strategia di marketing online, ma non solo online, è:
1 - studio il target, le sue esigenze, cosa offrirgli
2 - progetto una strategia di contenuti
3 - mi promuovo per attirare traffico con sito, social, ecc...
4 - cerco di ottenere un'azione per creare una relazione
(per esempio l'acquisto o la richiesta di contatto).

La conoscenza dei bias cognitivi può permettere di ottenere migliori risultati, più contatti, più vendite, meno spreco di tempo e soldi.

Alcuni esempi di bias cognitivi che ci condizionano abitualmente.

  • Tendiamo a valutare la realtà in base alle prime informazioni che riusciamo ad individuare.
    Per questo nella nostra comunicazione è meglio che le informazioni importanti e positive vengano fornite per prime.

  • Tendiamo a scegliere più facilmente qualcosa che sappiamo essere stato scelto da molte altre persone.
    Per questo nella nostra comunicazione può essere importante informare su numerose vendite, iscrizioni, contatti.

  • Tendiamo a preferire qualcosa che piace a persone che conosciamo, a gruppi e categorie con le quali sentiamo affinità.
    Per questo, dopo aver studiato il target in modo approfondito, possiamo utilizzare recensioni mirate e altre attività che coinvolgano settori specifici.

  • Tendiamo a dare più rilevanza a informazioni che confermano idee che già abbiamo.
    Per questo se conosciamo bene il target, le sue esigenze e idee, la sua visione e motivazione, riusciamo meglio a comunicare e a creare empatia.

  • Tendiamo a sovrastimare informazioni aneddotiche che confermano una nostra idea.
    Per questo utilizzare dei racconti nella comunicazione crea maggiore empatia se l'argomento è studiato in base al target.

  • Tendiamo a condividere e vantarci dei nostri successi, mai dei fallimenti.
    Per questo un cliente soddisfatto cui abbiamo risolto un problema e migliorato la vita tende a essere spontaneamente un nostro sostenitore.

  • Tendiamo a preferire un piacere immediato a una felicità a lungo termine.
    Per questo possiamo valutare di essere utili anche con piccoli servizi dall'esito immediato oltre che offrire lavori più complessi con risultati a lungo termine.

  • Tendiamo a dare più peso agli aspetti negativi che positivi.
    Per questo dobbiamo sempre evitare che qualcosa, nella comunicazione e nel nostro sito, non funzioni: quello che funziona viene considerato normale dall'utente mentre una piccola cosa che non funziona assume grande rilevanza.

  • Tendiamo a preferire la non azione all'azione.
    Per questo ci dobbiamo davvero impegnare per portare il visitatore del sito a cliccare su quel pulsante, che sia per un acquisto, una iscrizione, una richiesta.

  • Tendiamo a non voler vedere informazioni che contrastano con le nostre convinzioni.
    Per questo studiare bene le convinzioni del nostro target e comunicare con persone con cui siamo in sintonia è più facile.

  • Tendiamo a fare il contrario di ciò che gli altri vorrebbero che facessimo.
    Per questo capita di vendere a chi non abbiamo proposto l'acquisto e di non riuscire a vendere quando insistiamo.

  • Tendiamo a bloccarci nella decisione dopo aver raccolto tante informazioni.
    Per questo quando comunichiamo dobbiamo fornire informazioni chiare, non ridondanti e rispondere anticipatamente a eventuali dubbi, evitando che l'utente attivi una sua ricerca su quegli argomenti confondendosi le idee.

Conoscere questi meccanismi, da comunicatori nel web e tenerne conto quando progettiamo i nostri contenuti, non significa voler manipolare le persone.
Possiamo utilizzare queste conoscenze per comunicare con sincerità, promuovere prodotti e servizi che davvero sono utili, essere più efficaci ed empatici, persuasivi.

Da utenti conoscere i bias e saperli riconoscere nel marketing ci aiuta a non esserne automaticamente vittime, a mettere sempre in discussione quello che sentiamo e leggiamo, a tenere sempre acceso il nostro senso critico, fondamentale nel mare di informazioni di internet.

Ti sei riconosciuto in questi bias? Sapevi della loro esistenza? Se questo post ti è stato utile condividilo e commentalo in Facebook o Linkedin.

[ Photo by Click and Learn Photography on Unsplash ]

 




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