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04 Aprile 2016

I 7 errori più comuni in una pagina Facebook


La pagina facebook è di solito legata ad un'azienda ma anche ad associazioni, comunità, blog.
Ed è diversa dal profilo personale che tutti (o quasi) abbiamo in facebook.
Questi sono i 7 errori più comuni che tutti noi rischiamo di fare quando apriamo una pagina Facebook senza essere professionisti del settore. 

1 - Aprire un profilo personale anzichè una pagina quando si ha un'attività, di qualunque tipo, ma che si possa definire business. Questo è il primo errore. Prima di tutto perchè ultimamente Facebook ha bannato alcuni profili perchè non corrispondevano a persone obbligando a modificare o addirittura cancellando il profilo e poi perchè la pagina ha funzionalità diverse, è assurdo per esempio che per diventare fan di un'azienda si debba chiedere l'amicizia, o che ci sia un numero limite di amici, o che non siano visibili le statistiche (insights).
2 - Pensare di poter aprire una pagina per fare a meno di un sito internet. Se siamo un'azienda, anche piccola, se abbiamo un'attività il centro di tutta la nostra comunicazione e del nostro marketing deve essere sempre il sito. Tutto il resto gli deve ruotare intorno ma non lo può sostituire. Perchè non possiamo mettere la nostra casa in casa d'altri! Facebook non è spazio nostro. Può cambiare le regole (e di fatto le cambia) quando vuole. Non ha l'elasticità grafica, le enormi possibilità in termini di funzionalità e la libertà di un sito costruito su misura, che sia anche un blog, in uno spazio nostro con dominio nostro.
3 - Aprire la pagina con la categoria non adatta. Quando si crea una pagina facebook ci sono diverse opzioni e bisogna sapere, per esempio, che se si ha un negozio, un ristorante o comunque un'attività aperta al pubblico che fa orari ben precisi bisogna scegliere "impresa locale o luogo" perchè le informazioni della pagina saranno impostate in modo diverso, per esempio sarà obbligatorio, appunto, impostare gli orari di apertura e automaticamente ci troveremo davanti a pagine dove è scritto "chiuso" in determinati orari. Per attività che sono sempre chiuse e al tempo stesso sempre aperte e lavorano in un "non luogo" come internet la cosa risulta un po' strana. Meglio scegliere "azienda" e poi scegliere con cura la categoria di appartenenza, perchè apparirà sotto il nome.
4 - Non ottimizzare le immagini. Facebook ha una sua impaginazione preconfezionata ma appunto per questo quel poco che possiamo gestire lo dobbiamo gestire al meglio, perlomeno è il caso di non utilizzare foto di bassa qualità per l'immagine del profilo e per l'immagine di copertina. L'immagine del profilo è grande 160x160 pixel ma va caricata di almeno 180x180 pixel, deve possibilmente essere leggibile anche più piccola, a 32x32 pixel perchè così apparirà ovunque nei vari post, se si utilizza un logo meglio utilizzare il formato png. L'immagine di copertina è grande 851x315 pixel, se la si carica più grande la si può spostare e tagliare, se la si carica più piccola si vedrà malissimo e non è un bel biglietto da visita.
5 - Non essere costanti e sostanzialmente non avere un piano editoriale, cioè postare a caso come se fosse un profilo personale. Meglio farsi un calendario e organizzarsi. Per le piccole imprese 3/4 volte a settimana può bastare, sembra.
6 - Non curare il linguaggio e non valutare che tutti vedono quello che scriviamo. Può sembrare assurdo ma a volte rispondiamo ai commenti o postiamo delle cose come fossimo a casa nostra davanti a poche persone amiche, può forse andare bene per il profilo personale, ma non per la pagina aziendale dove moltissime persone potrebbero vedere quello che abbiamo scritto non solo adesso ma in futuro. Il messaggio che mandiamo con un linguaggio sbagliato, troppo distante o troppo duro o al contrario troppo amichevole può essere dannoso alla nostra immagine. Lo stesso vale per quando in una pagina aziendale postiamo cose personali, solo se abbiamo un business personale possiamo pensare di uscire leggermente dal linguaggio professionale.
7 - Non rispondere ai commenti. A nessuno piace non ricevere risposta. Ignorare un potenziale cliente che sta chiedendo informazioni non è certo una bella strategia. Consideriamo anche che i commenti, i mi piace, le condivisioni sono direttamente responsabili di quanto verranno viste le cose che postiamo, Facebook usa un suo algoritmo (segreto) per decidere a chi mostrare cosa e uno dei criteri per lui importanti è la popolarità. Per cui più una pagina o un post hanno interazioni più avranno visibilità non solo perchè raggiungeranno un pubblico più ampio grazie alle condivisioni ma anche perchè saranno considerati più interessanti da Facebook e mostrati a più gente. Per questo per aumentare le visualizzazioni e anche per farsi vedere dai propri fans si utilizzano gli annunci a pagamento.
Ma questa è un'altra storia.



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